ll "Quadro del Paradiso"
di Tiepolo torna a Rovetta restaurato
di Laura Benzoni*

marzo 2010 

La grande pala della chiesa parrocchiale di Rovetta è stata di nuovo posta alle spalle dell'altare maggiore dopo essere stata oggetto di un importante restauto promosso dal Rotary Club Bergamo Nord, al quale hanno contribuito la stessa parrocchia di tutti i Santi, l’amministrazione comunale di Rovetta e il Circolo culturale Baradello di Clusone.

L'opera, intitolata Gloria di Ognissanti e nota anche come Quadro del Paradiso, è stata realizzata all’inizio degli anni 30 del ‘700, probabilmente quando il Tiepolo eseguiva a Bergamo gli affreschi della Cappella Colleoni (1732-1734).
Per tradizione si sostiene che Giambattista Tiepolo fosse giunto a Rovetta tramite la mediazione del pittore veneziano Bortolo Litterini, amico dello scultore Andrea Fantoni di Rovetta e autore della pala dell’altare dei Morti, nella cappella destra della chiesa parrocchiale.
La tela non fu comunque messa in opera fino al 1736, quando fu progettata l’ancona marmorea che la incornicia, pensata appositamente per il dipinto da Giambettino Fantoni con piani digradanti verso l’esterno e linee classicheggianti che canalizzano l’attenzione dell’osservatore verso i soggetti ritratti.
Sulla cimasa sono scolpiti due angeli e una figura femminile, opere dei figli di Giambettino Fantoni, posteriori al 1774.
La figura fino ad oggi ritenuta raffigurazione della Carità, potrebbe plausibilmente essere la Madonna della Misericordia, in dialogo con la Vergine raffigurata da Tiepolo, della quale ripropone e sottolinea l’atteggiamento di accoglienza con le 
braccia aperte ai fedeli: la Madonna è assisa su un cerchio di nubi, attorniata da angeli adoranti che recano una corona, simbolo di regalità, e la palma, simbolo del martirio di Cristo.

Sotto di essi 20 santi, tra i quali in primo piano, stante, S. Pietro con le chiavi, S. Paolo con la spada, S. Narno inginocchiato in preghiera, primo vescovo di Bergamo nel IV secolo e venerato dalla comunità rovettese per le sue origini locali, S. Lorenzo, S. Giovanni Battista vestito di pelli, S. Girolamo sulle nubi.Nel bozzetto del Poldi Pezzoli, S. Alessandro prendeva il posto di S. Narno. L’apoteosi dei Santi raffigurati è carica di significati religiosi ben chiari alla comunità rovettese dell’epoca, che attraverso il dipinto esprimevano la grande devozione popolare per i santi locali e per la Madonna, oltre che il primato della Chiesa di Roma; essa è simboleggiata dalla imponente figura di S. Pietro in primo piano, il cui gesto imperioso verso l’alto dirige il movimento a spirale della schiera di santi, indirizzandolo verso la Vergine al culmine della scena.

Cenni sui lavori di restauro

Affidato al restauratore Antonio Zaccaria (già autore del restauro nel 2000-2001 dell’altra grande pala tiepolesca nel Duomo di Bergamo) con la direzione tecnico scientifica di Amalia Pacia della Soprintendenza ai beni storici e artistici di Milano, il restauro è stato condotto ponendo grande attenzione alla salvaguardia del colore originale tiepolesco, che è stato ripulito dalla polvere e dall’annerimento della vernice utilizzando una tecnica innovativa di provenienza americana e importata in Europa solamente da pochi anni.

Questa pratica permette di rimuovere solamente il tipo di sporco eliminabile attraverso il solvente specifico a base acquosa, poco aggressivo.

Alla pulitura è seguita poi la fase di stuccatura delle lacune e di ritocco pittorico, condotto attraverso la tecnica del pointillism: il restauro attuale infatti è chiaramente visibile da 40 cm di distanza e distinguibile dal colore originale perché realizzato applicando una fitta serie di puntini accostati.

Grazie allo studio ravvicinato dell’opera è stato possibile inoltre giungere ad alcune considerazioni sulla tecnica stilistica del Tiepolo.

La grande sensibilità dell’artista per i giochi di luce si riflette chiaramente sull’uso differenziato del colore nei vari punti del dipinto, più o meno esposti alla luce naturale: in alcune zone, come ad esempio la testa di S. Narno e alcune parti di cielo, il colore è applicato in modo più corposo, picchiettato col pennello in modo da renderlo più rugoso e permettere una diversa vibrazione della luce su di esso.

Ancora una volta si è confermata la sicurezza di tocco del Tiepolo, in grado di lavorare alla grande pala con pennellate lunghe e decise, senza staccare il pennello dalla tela, con la rapidità che lo contraddistingue.

 

* Presidente dell'Associazione culturale MAT CLUB (Museo Arte Tempo) di Clusone

 
Per visitare l'opera del Tiepolo

La chiesa parrocchiale di tutti i Santi è aperta tutti i giorni ed il dipinto del Tiepolo è sempre visibile.
Nell'arco della giornata (in particolare in quelle festive) si svolgono regolari funzioni religiose.
Con un po' di pazienza non mancherà comunque l'occasione per godersi l'opera in grande tranquillità.