Percorso 3: Chisetta
S.S.Trinità, sede Alpini, Somas, Fino del Monte
Scheda redatta
nel giugno 2010 a cura della Pro Loco
Fotografie di Stefano Scandella
Collaborazione di Roberta Marasca
Lunghezza: c.a 2,0
Km
Tempo a piedi: 1,00 / 1,30 ore
Difficoltà: lunghi tratti su carrabile non asfaltata
Fondo: 60% asfaltato - 40% sterrato
Note: il percorso è adatto a tutti. Si
presta molto anche per passeggiate con bambini, poiché sui tratti sterrati il
traffico veicolare è ridottissimo.
Segnalazioni: il dislivello è discreto ma affrontato dolcemente; i tratti
sterrati consigliano calzature robuste.
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1° tratto: dalla Piazza alla Chiesetta della
S.S. Trinità fino alla sede degli Alpini |
Il nostro percorso parte da
piazza Ferrari a Rovetta.
E' la piazza principale del paese, sulla quale si affacciano il
Municipio,
la Chiesa Parrocchiale dedicata a Tutti i Santi e la bellissima
chiesetta dei Disciplini. |

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All'interno della Parrocchiale meritano senz'altro una
visita l'altare e il coro ligneo dei Fantoni e la famosa pala del Tiepolo,
recentemente restaurata grazie all'intervento del Rotary Club di Bergamo.
La chiesetta dei Discipini ospita invece una deposizione
in legno, sempre di scuola fantoniana.
Lasciamo la piazza imboccando via Locatelli; sul lato destro della via sorgono alcuni edifici che,
seppur ristrutturati, hanno mantenuto il tradizionale loggiato esposto a sud ed
affacciato su di un piccolo cortile. |
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Giunti all'altezza del bar 'Spicchio' si prende a destra e si risale via
SS. Trinità, dove il terreno mostra ampi e caratteristici terrazzamenti su cui
ora si sta edificando, ma che in passato costituivano l'ambiente ideale per le coltivazioni tradizionali dell'altopiano rovettese, come il
mais e la patata. |
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Si arriva così alla cappelletta della Santissima Trinità, una
costruzione semplice eretta nel 1667 come ex voto.
Dietro di essa corre via degli Aroli, una strada sterrata che domina il paese,
con squarci di panorama davvero apprezzabili. |
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Nella parte finale di via degli Aroli si incrocia un
ruscello nel quale l'acqua spumeggia solo nei periodo di pioggia abbondante.
Poco oltre, sulla sinistra, c'è la sede degli Alpini di
Rovetta, un'associazione che, come da tradizione, si occupa di volontariato e
protezione civile. |
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Volendo, si può a questo punto tornare al centro
del paese, scendendo lungo via Zenier.
2° tratto: dalla sede degli Alpini a Somas e poi a
Fino
Chi vuole continuare il nostro percorso prosegue invece
la salita tenendo la sinistra ed imboccando la strada pastorale
(sterrata) che porta al Monte Blum.
Sulla cima del monte c'è una cappelletta che domina e protegge
il paese, con una vista del'altipiano di Rovetta che giustifica appieno la
fatica di una salita di un certo impegno (circa un'ora e mezza per i meno
allenati, con circa 500 m di dislivello).
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La nostra passeggiata non contempla un traguardo così ambizioso e
si limita quindi a seguire la strada verso il monte Blum solo per un brevissimo
tratto. Giunti là dove inizia la salita verso la montagna, noi prenderemo a
destra uno dei due sentieri che riporta verso Fino del Monte.
Consigliamo di seguire quello più in alto, poiché consente, soprattutto nella
prima parte, di godere di una vista davvero emozionante su Fino e Rovetta. |
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Lungo la discesa si ha modo di attraversare 'Somas',
un complesso di tre edifici rurali che rappresentano un notevole esempio di
abitazione contadina di queste zone.
Gli edifici sono molto bene esposti, le facciate a sud mostrano ancora integre
le logge su cui i contadini appendevano il mais per completarne la maturazione e
per farlo asciugare.
Il piano terra è invece caratterizzato da portici su cui si affacciano le
stalle. Al centro degli edifici si estende l'aia in ciottoli, vero cuore dell'intero
complesso.
Ancora oggi questi edifici, uno solo dei quali è ristrutturato, ospitano
un'attività agricola e di allevamento.ei quali è ristrutturato, ospitano
un'attività agricola e di allevamento.
Proseguendo nella discesa si giunge nell'abitato di Fino del
Monte, dove si incontra il parchetto di Via Somas, una piccola oasi di
tranquillità e di verde dove i bambini possono giocare senza problemi.
Si prosegue quindi per il centro di Fino percorrendo Via Fontana
Vecchia, che deve il proprio nome al fontanino d'acqua freschissima situato a
margine della strada.
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Sulla sinistra si costeggia
ad un certo punto un piccolo parco con piante secolari. In
alto si può scorgere una bella villa sulla cui facciata principale spiccano dei
portici con archi molto eleganti e decorazioni ricercate.
Utilizzata fino a poco tempo fa come residenza estiva da un ordine monastico,
sembra essere ora alla ricerca di una nuova destinazione che non potrà che
preservare, ne siamo certi, il fascino di questo edificio.
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Poco oltre si incrocia via Borromeo che porta al Convento che
intorno
all’anno 1520 fu donato dal nobile Giovanni Simone Da Fin all’ordine delle monache di S.
Chiara.
Nel 1575 il convento venne improvvisamente chiuso e il fabbricato venne in seguito frazionato
diventando proprietà di alcune
famiglie del paese, che lo trasformarono in un interessante agglomerato di
abitazioni private.
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Lasciato
il Convento e l'adiacente chiesetta di San Salvatore, si giunge nella piazza di
Fino del Monte, con il Castello.
Per tornare a Rovetta possiamo prendere via Da Fin, che costeggia la Chiesa parrocchiale dedicata a
Sant'Andrea.
In stile neo-rinascimentale, custodisce tra l'altro una tela del Moroni,
raffigurante la Madonna con Bambino e i Santi Pietro ed Andrea, un crocefisso ad
opera di Andrea Fantoni, una Pietà attribuita a Ceresa e un Cristo Risorto
attribuito a Lorenzo Lotto. |
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Volendo invece camminare in sicurezza possiamo ripiegare,
attraverso un passaggio pedonale, su Via IV Novembre, decisamente meno
trafficata.
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In quest'ultimo tratto si fiancheggiano
due magnifiche ville progettate agli
inizi del secolo scorso.
A volerle furono due finesi che avevano fatto
fortuna in Africa e che al loro ritorno
in patria avevano deciso di non badare a spese nell'edificare le loro nuove
dimore.
Superate le ville si risale
Via Tiepolo per attraversare poi il
piccolo Parco |
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del Bröl,
così chiamato perché ricavato da un antico 'cortile' interno (chiamato appunto
Bröl - brolo).
Da qui si percorre il breve tratto che ci riporta in Piazza Ferrari.
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